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giu
17th

Blu-ray: copie autorizzate?

Autore: motherboard | Pubblicato in Aziende, Sony, Tecnologia, Web World

Sono stati definiti gli accordi riguardanti le licenze DRM sul’AACS, Advanced Access Content System, che dovrebbero aprire la strada alla gestione delle copie di sicurezza, e permettere ai possessori di dischi Blu-ray (la nuova tecnologia successore dei DVD ad alta definizione) di creare una copia di sicurezza a piena risoluzione dei film in possesso.

Ora che l’accordo di licenza è stato definito, i produttori hanno tempo fino alla fine dell’anno per firmarlo, e quindi possiamo aspettarci prodotti compatibili a partire dal 2010.

I lettori attuali, infatti, non supportano la copia di sicurezza (managed copy), e la maggior parte non potranno ricevere un aggiornamento via firmware, quindi molti utenti dovranno acquistare nuovo hardware, per accedere alle nuove funzioni. Tra queste ricordiamo la possibilità di accedere a server sicuri, per tenere traccia dell’esecuzione delle copie, che, in teoria, saranno online dal prossimo anno.

Anche i dischi dovranno essere compatibili, e contenere un URL sicuro per la connessione. Le perplessità riguardano in primo luogo i prodotti già in circolazione, per i quali non è possibile abilitare la copia di sicurezza, ma anche i lettori in commercio. Chi compra un lettore Blu-ray oggi, infatti, potrebbe trovarsi in pochi mesi con un prodotto castrato e svalutato.

Gli accordi prevedono che i produttori di contenuti autorizzino una sola copia, lasciandogli la libertà di andare oltre questo limite. Gli studios, però, avranno anche la libertà di farsi pagare le copie, compresa la prima. Tutte le copie saranno protette da DRM, e i formati disponibili sono AACS (Blu-ray), CSS (DVD) e Windows Media DRM. Non è chiaro, quindi, cosa accade se il supporto originale si rovina e resta solo l’unica copia autorizzata, ma qualcuno è già convinto che i software per il ripping non autorizzato continueranno ad avere successo, e che questa misura non servirà a limitarne l’uso.

E lo stesso vale per chi usa dispositivi non compatibili con il formato Windows Media, come gli Apple e Linux. Possiamo, in ogni caso, parlare di un piccolo passo avanti. Fino ad oggi, dopotutto, non si poteva creare copie backup neanche dietro pagamento.

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