
Negli ultimi 25 anni abbiamo assistito ad un progresso tecnologico incredibile che ha presentato, oltre al miglioramento dello stile di vita, un netto peggioramento del comportamento dell’uomo nei confronti della natura: tutte le aziende, dalle più esili alle più famose, hanno utilizzato vari materiali che, messi insieme per creare periferiche e dispositivi, provvedevano ad un migliore sviluppo dell’hardware ma anche a creare mix micidiali di contenuti dannosi per l’ambiente.
Lodevole l’idea di un progettatore hardware, Ahmet Bektes, che ha progettato per la Logitech, azienda leader nella produzione di mouse e tastiere, un mouse ricaricabile tramite una semplice chiavetta; il ritorno del meccanismo a corda non poteva avvenire in modo migliore.
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Al giorno d’oggi siamo abituati a vedere componenti hardware sempre più sofisticati prodotti dalle più famose aziende del settore; al contrario questa volta parleremo di una nuova scheda video sviluppata da una azienda produttrice di sistemi elettronici con sede in Canada, la Matrox.
Il nuovo prodotto della casa è una scheda grafica che supporta fino a ben 8 monitor simultanemente: questo è reso possibile grazie alle quattro prese VGA ed alle altrettante prese Mini Display Port.
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Da poche ore è stato presentato un prodotto che si prospetta di altissima tecnologia dalla Cranberry, azienda inserita nel mondo dell’hardware, che è riuscita a produrre un dvd che durerebbe fino a mille anni chiamato DiamonDisc; questi tipi di supporti al giorno d’oggi duravano al massimo dieci anni per le marche più rinomate (ad esempio Verbatim) e potevano essere anche ben meno resistenti data la produzione di dvd di sottomarche che talvolta arrivano a soli quattro mesi di vita.
Il lungo mantenimento del contenuto dei dvd è stato reso possibile grazie alla produzione di questi con materiali diversi dai comuni dvd; saranno scrivibili con appositi masterizzatori studiati per non danneggiare il disco e per farlo mantenere il più a lungo possibile.
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E’ stato presentato un prototipo di notebook Vaio, in cui il componente principale è il monitor: un sottilissimo foglio di materiale plastico (uno schermo OLED spesso 0,2 mm), ripiegabile a metà della lunghezza consentendo quindi la chiusura dello schermo che occupa tutto lo spazio disponibile, tastiera compresa.
La tastiera probabimente sarà virtuale, corredata forse da un potente motore multi touch. La mancanza di un reale feedback acustico si farà sentire, anche se questa soluzione ha molti vantaggi e magari nel corredo del terminale farà bella mostra una serie di gesture per facilitarne l’uso. Continua a leggere…