Se fino a poco tempo fa PeerMatrix lavorava per bloccare i peers p2p, ora ha cambiato idea. Emule e simili: non male come veicolo di spam. E’ questa la sintesi di ciò che vuole fare PM, anzichè inserire fake tra la musica o tra i film, utilizzerà lo stesso metodo per insinuare tonnellate di file spazzatura (ovviamente sotto falso nome).
Se decideremo di scaricare (illegalmente) l’ultima canzone uscita, è probabile che alla fine del download, ci vedremo davanti l’ultimo spot pubblicitario. Ha intenzione di lavorare sotto il nome di “AdMorph” e di diventare una specie di “Google per l’advertising”.
Emule, Gnutella/LimeWire, nessuna rete completamente decentralizzata è al sicuro dalla nuova meraviglia dell’advertising. Il business model adottato da PM consiste nel distribuire, assieme alla pubblicità scelta dall’inserzionista che utilizza il suo software, anche altri spot: chi usa quel programma, dunque, ne “spara” due di pubblicità, una delle quali è di PeerMatrix. In futuro, assicura l’azienda, gli inserzionisti che pagheranno a parte il programma potranno distribuire anche solo il proprio advertising.
Ma la rete non reagisce bene. TorrentFreak parla senza mezzi termini dell’abuso dei network di P2P come del nuovo orizzonte per spammer e truffatori. Da FrostWire fanno già sapere di essere al lavoro per bloccare i “contenuti” fasulli distribuiti da PeerMatrix, che nell’opinione del lead developer del suddetto client di file sharing Angel Leon sono semplici e puri “risultati di ricerche falsati, altrimenti noti come spam”.

