Ricercatori robot e automi-bimbi

Adam, è il nome di un robot che ha fatto una piccola, nuova scoperta nel campo della genomica, tutto da solo. Accanto a lui un computer che è stato in grado di riscoprire, sempre da solo, le leggi del moto. Sono i frutti di lavori di robotica Aberystwyth University e dell’Università di Cambridge, dove si fantastica (o meglio si cerca di realizzare) il futuro della ricerca: senza scienziati (pazzi e non :) ) e quasi tutto in mano a macchine intelligenti.
Si, quasi tutto perchè sarà sempre necessaria un interpretazione e un’ elaborazione delle leggi matematiche prodotte dai terminali. I ricercatori sottolineano però che i computer evolvono queste leggi senza disporre di precedenti leggi fisiche o geometriche, anche se per farlo, hanno bisogno di un certo tempo: un computer parallelo a 32 processori ha impiegato alcune ore per identificare la legge del pendolo semplice e fra le 30 e 40 per quella del pendolo doppio.
E mentre gli scienziati inglesi si dedicano alla ricerca, nei laboratori delle Università di Ferrara, Lisbona, Uppsala e Pisa si lavora su Icub: un baby robot del costo di 11 milioni di euro il cui compito è quello di comportarsi come un bambino di 2 anni e mezzo e… imparare.
Icub dovrà infatti interagire con l’ambiente esterno, raccogliere gli stimoli, elaborarli, trasformarli in esperienza e prendere decisioni senza ricorrere a specifici e complessi software decisionali. Per ora fa ginnastica e suona la batteria.. come si vede nel video qui sotto.

